Nel convegno a cui ho partecipato su “Educazione finanziaria, perché? Un investimento per il futuro”, in occasione della World Investor Week, organizzato dall’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, in collaborazione con Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio, i relatori hanno sottolineato che  l’educazione economico- finanziaria è una competenza essenziale di cittadinanza e deve essere messa al centro del curriculum di studi fin dalla scuola primaria.

PISA (Programma Internazionale per la valutazione degli studenti) definisce le competenze finanziarie come la conoscenza e la comprensione dei concetti e dei rischi finanziari unite alle competenze, alla motivazione e alla fiducia in se stessi per utilizzare tale conoscenza e comprensione al fine di prendere decisioni efficaci in un insieme di contesti finanziari, per migliorare il benessere finanziario delle singole persone e della società e consentire la partecipazione alla vita economica. Il “benessere finanziario” promuove nei cittadini un senso di sicurezza rispetto alla propria situazione economica e dà la possibilità di effettuare scelte di risparmio e consumo in modo sereno e consapevole. La mancanza di cultura finanziaria, come rilevato dal professor Fini, produce costi sia per i singoli cittadini che prendono decisioni di investimento sbagliate (come si è visto nei casi recenti di crisi bancarie), sia per le imprese per la scarsa possibilità di reperire risorse finanziarie. Purtroppo i dati di  OCSE PISA inseriscono gli studenti italiani  tra le ultime posizioni nei paesi Ocse per quanto riguarda l’ educazione economico-finanziaria.

La scuola, come emerso dal convegno, dovrebbe diventare il  luogo fondamentale per veicolare iniziative, conoscenze e competenze di educazione finanziaria.

Per approfondire le tematiche relative all’educazione finanziaria e conoscere le iniziative riguardanti questo tema, alcuni spunti:

 

 

 

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