Nell’ambito del corso-pilota di formazione per docenti “Intercultural Learning for pupils and teachers”, (http://intercultural-learning.eu/it/) abbiamo cominciato a ragionare sulla possibilità di introdurre le competenze interculturali nella didattica delle nostre classi che, pur non essendo necessariamente multiculturali, si presentano però come un insieme di persone dalle capacità, opportunità e personalità molto diverse. Le competenze interculturali, infatti, “non sono necessarie solo per capire le persone con culture differenti, ma anche per superare gli ostacoli all’interno della nostra cultura. Per riuscire a sviluppare le competenze interculturali[1] dobbiamo capire come le altre persone pensano e agiscono e cosa provano”.

Con la collega Filannino, siamo partite da attività mirate ad esplorare i meccanismi  culturali e sociali che sottostanno a situazioni di discriminazione, di rifiuto, di marginalizzazione e allo stesso tempo che possono contribuire a facilitare un ‘cambio’ basato sui valori di uguaglianza e di accettazione della ‘differenza’.  Abbiamo ritenuto, inoltre, che tali attività facessero anche leva su alcuni obiettivi di base, quali: saper ascoltare l’altro, impegnarsi in discussioni, aprirsi alle ragioni dell’altro, confrontarsi, scambiarsi punti di vista e accettare critiche reciproche. Abbiamo quindi proceduto ad unire due classi quarte (per un totale di 28 studenti) ed abbiamo somministrato le seguenti attività in momenti diversi:

  1. Fatto o opinione attività mirata ad articolare la differenza tra fatto e opinione (e luogo comune!) e a individuare modi per chiarire o qualificare le proprie dichiarazioni, ad abbattere le barriere di comunicazione e a incoraggiare gli alunni a esprimersi apertamente condividendo pensieri e opinioni.

Il lavoro è stato svolto in piccoli gruppi e, come attività iniziale, ha contribuito a creare una  buona atmosfera di lavoro, a  potenziare le abilità comunicative e le dinamiche di gruppo.

Competenze interculturali messe in gioco:

  • valorizzare/rispettare le differenze (e diversità culturali)
  • valorizzare/rispettare l’alterità
  • pensiero critico
  • competenze linguistiche e capacità comunicative

Interessante è stato vedere come gli studenti abbiano compreso che le parole hanno forza e potere e rappresentano dei valori e che a secondo del contesto, le parole possono assumere connotazioni e significati diversi, anche all’interno della stessa lingua.

  1. Da che parte stai? Attività più ambiziosa e mirata a sfidare le opinioni degli studenti su razzismo, antisemitismo, xenofobia e intolleranza, a sensibilizzare l’autocoscienza degli studenti sul ruolo che essi svolgono come membri della società, a rendere gli allievi consapevoli di quanto velocemente possiamo prendere una decisione e di come poi siamo fortemente incapaci di accettare il punto di vista dell’altro.

Competenze interculturali messe in gioco:

  • consapevolezza e conoscenza di se stessi
  • capacità di ascolto e osservazione
  • approccio multiprospettico
  • competenze linguistiche e capacità comunicative

I ragazzi hanno dimostrato un grande desiderio (necessità?) di confrontarsi sugli argomenti scaturiti dalle frasi proposte, tutte appositamente ambigue e controverse. Alla fine di questa attività, i ragazzi hanno sottolineato che è stato più facile- ed efficace – esprimersi appellandosi alle emozioni, anziché argomentare con dati precisi. E, come qualcuno ha notato, la “paura” ha in sé un grande potenziale persuasivo.

Parte fondamentale delle attività sono stati i momenti di feed-back e valutazione. Alla fine di entrambe le attività, infatti, abbiamo chiesto agli studenti un feed-back immediato sul lavoro svolto, con metodo visivo[2], oltre a una riflessione guidata con nostre domande, quali:

Come ti sei sentito durante l’attività

Cosa hai imparato su te stesso

Cosa hai imparato sull’argomento trattato

Come puoi migliorare/usare quanto hai imparato

Da parte nostra, durante lo svolgimento delle attività, abbiamo preso appunti e li abbiamo integrati con le nostre riflessioni riguardanti preparazione e obiettivi proposti, modalità e atteggiamenti dei ragazzi e risultati ottenuti (come saranno a lungo termine?)

Alla fine di questo percorso sperimentale, gli studenti hanno poi compilato una scheda da noi liberamente adattata sul modello del Diario di Bordo di Intercultura, da cui è scaturito (riflessioni riportate dagli studenti) che:

  • bisogna mettere in discussione/verificare le informazioni che riceviamo dai mass media
  • è molto importante riuscire ad argomentare il proprio punto di vista in maniera adeguata, senza offendere e, soprattutto, ascoltando gli altri
  • all’ascolto, deve seguire la riflessione
  • la realtà in cui viviamo è il risultato di un miscuglio di differenze/diversità che vanno prese in considerazione se si vuole che non siano di ostacolo ad una convivenza pacifica
  • diverso significa sì non simile, ma non necessariamente peggiore, o inferiore
  • la “diversità” va vista in maniera positiva, perché può arricchire
  • è utile conoscere attivamente altre realtà, per combattere la paura del non noto
  • non sempre è facile decidere/capire quali sono gli aspetti positivi di una cultura, da cui si può imparare qualcosa e quali quelli negativi che si possono criticare
  • è difficile cambiare idea, ma ancor di più è ammetterlo, ma che, quando succede, bisogna andarne fieri e non vergognarsene
  • è meglio dare risalto a comportamenti e valori positivi anziché esaltare quelli negativi
  • per far ciò, è necessario promuovere atteggiamenti quali il rispetto, la soluzione pacifica dei conflitti, la solidarietà, il riconoscimento, lo spirito collaborativo e organizzativo, in parallelo allo sviluppo di qualità come l’onestà, la rispettosità, la comunicatività e la capacità critica.

La nostra speranza a questo punto è che i risultati che sono stati evidenziati dagli studenti con tanto entusiasmo abbiano lunga vita …e che magari qualche altro docente voglia promuovere questo tipo di attività nelle sue classi![3]


[1] per l’elenco completo delle competenze interculturali, si veda l’articolo “Le competenze interculturali…. si possono insegnare?” del 27 novembre 2017
[2] sono state selezionate due modalità diverse, ad es.:  “la mano”- Istruzioni – Chiedere agli studenti di disegnare la sagoma della propria mano su di un foglio di carta e di riempire la sagoma secondo le seguenti indicazioni:
Pollice: la cosa che più mi è piaciuta…
Indice: vorrei segnalare/evidenziare questa cosa…
Medio: ciò che non mi è piaciuto…
Anulare: questa è la cosa più preziosa che rimane con me di questa attività…
Mignolo: ho sentito la mancanza di…
[3] Per queste ed altre attività si veda il sito     http://intercultural-learning.eu/it/toolbox/

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